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Bruxelles, aprile 2026
Il 19 marzo 2026 si è tenuta un’importante riunione del Consiglio europeo, nel corso della quale, oltre a discutere dello scenario internazionale e del contesto geopolitico ed economico, i Capi di Stato e di Governo dei 27 Paesi UE hanno incentrato le loro discussioni sul rilancio della competitività dell’Unione, dando seguito al percorso politico già iniziato con la riunione informale di Alden Biesen del 12 febbraio quando, anche sulla base del confronto con Mario Draghi ed Enrico Letta, che hanno partecipato ai lavori del meeting, si era parlato di come rafforzare il Mercato unico nel nuovo contesto geopolitico, ridurre le dipendenze economiche e rilanciare la competitività europea..
Da evidenziare, inoltre, che a margine della riunione di Alden Biesen, si è svolto un successivo incontro informale dedicato alla competitività europea, promosso sulla base di un documento congiunto presentato da Italia, Germania e Belgio. Alla riunione hanno partecipato, oltre ai tre Paesi promotori e alla Commissione europea, anche Austria, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Grecia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Svezia e Ungheria. Il confronto si è concentrato in particolare su alcuni assi prioritari: completamento del mercato unico, semplificazione regolatoria, riduzione dei costi energetici e promozione di una politica commerciale più ambiziosa e pragmatica. Un passaggio che mostra come, già prima del Consiglio europeo di marzo, stesse prendendo forma una convergenza politica tra un gruppo ampio e trasversale di Stati membri sull’esigenza di tradurre il tema della competitività in un’agenda più strutturata e operativa.
Anche grazie a queste premesse, nella lettera d’invito ai leader per il Consiglio europeo di marzo, il presidente del Consiglio europeo António Costa aveva già preannunciato la volontà di trasformare il senso d’urgenza emerso ad Alden Biesen in una nuova agenda One Europe, One Market, volontà poi tradotta nelle conclusioni del Consiglio europeo del 19 marzo, in cui i leader hanno effettivamente lanciato questa agenda, con misure da attuare nel 2026 dove possibile e comunque entro la fine del 2027.
Lo stesso Costa, nella conferenza stampa finale, ha definito il 2026 “l’anno della competitività europea”.
Uno degli elementi più rilevanti emersi dal vertice riguarda l’auspicio che la competitività sia progressivamente tradotta in un’agenda operativa, articolata in scadenze, iniziative legislative e priorità di attuazione. Nelle conclusioni, il Consiglio europeo afferma che, nell’attuale contesto internazionale, il perseguimento di un’economia sociale di mercato altamente competitiva richiede una rinnovata determinazione nel rafforzare competitività, resilienza, autonomia strategica e sicurezza economica.
Il nucleo più concreto dell’agenda sulla competitività è rappresentato dal rilancio del mercato unico.
In generale, la competitività europea deve essere rilanciata attraverso misure puntuali che vadano nelle direzioni già spesso citate, quali ad esempio il rilancio del Mercato unico – che necessita ad esempio di necessarie misure di completamento – o una maggiore semplificazione – nell’ambito della quale si chiede ad esempio una rapida implementazione entro il 2026 di tutti i pacchetti omnibus o di altre misure chiave.
Nel citare i principali settori in cui è auspicabile un intervento, uno dei passaggi più significativi del vertice riguarda l’energia. Le conclusioni sottolineano che le recenti impennate dei prezzi dei combustibili fossili importati confermano come la transizione energetica resti la strategia più efficace per rafforzare l’autonomia strategica, pur riconoscendo la necessità di misure mirate di breve periodo per proteggere cittadini e imprese, con particolare attenzione ai settori energivori. In questo contesto, il Consiglio europeo ha chiesto alla Commissione di presentare azioni urgenti per ridurre i prezzi dell’elettricità e una revisione del sistema di scambio di quote di emissione (ETS) entro luglio 2026, al fine di attenuare la volatilità del prezzo del carbonio e il suo impatto sui costi energetici. Un’indicazione che segnala il tentativo dell’Ue di superare una contrapposizione che ha segnato buona parte del dibattito degli ultimi anni, ossia quella tra competitività e transizione.
Sul piano industriale, il Consiglio europeo collega in modo esplicito competitività, innovazione, e riduzione delle dipendenze strategiche. In particolare, chiede alla Commissione di mappare entro la fine del 2026 le dipendenze nei settori strategici, di agire contro la concorrenza sleale, di diversificare i legami commerciali e di investimento e di presentare un pacchetto sulla sovranità tecnologica.
É ribadita inoltre l’importanza di introdurre una “preferenza europea” mirata e proporzionata nei settori e nelle tecnologie strategiche, e si invitano i colegislatori a raggiungere entro fine 2026 un accordo sull’Industrial Accelerator Act, la proposta presentata lo scorso 4 marzo con l’obiettivo di rilanciare le ambizioni industriali europee.
Altro capitolo centrale delle conclusioni riguarda la mobilitazione degli investimenti, per cui si richiede una piena attuazione di una Savings and Investments Union fondata su un mercato dei capitali pienamente integrato e capace di convogliare il risparmio verso investimenti produttivi nell’UE.
Il vertice di marzo non rappresenta quindi un punto di arrivo, quanto piuttosto una tappa intermedia di un percorso più ampio. La prossima verifica politica dovrebbe arrivare in occasione della prossima riunione informale dei Capi di Stato e di Governo, prevista per il prossimo 23 aprile, quando la presidente della Commissione Ursula von der Leyen dovrebbe presentare la roadmap per l’attuazione dell’agenda “One Europe, One Market”. Già presentata nel corso del meeting di Alden Biesen, la roadmap darà delle indicazioni legislative e temporali più dettagliate su come la Commissione europea intenderà rafforzare il Mercato unico. Questo passaggio chiarirà in che misura l’ambizione espressa dai leader potrà essere trasformata in un programma di attuazione, capace di tenere insieme semplificazione, investimenti, politica industriale, energia e integrazione del Mercato unico.