Perché un podcast sul lobbying

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E’ disponibile su Spotify il primo episodio de Lo Sporco Lobbista, una serie podcast dedicata a una delle professioni più raccontate attraverso stereotipi e, probabilmente, meno conosciute nella sua realtà quotidiana.

Il titolo è volutamente provocatorio. Riprende quello del mio primo libro, Vent’anni da sporco lobbista, pubblicato nel 2011. In questi anni il dibattito sul lobbying non è cambiato molto: continua a oscillare tra fascinazione e diffidenza, tra l’immagine di chi muove fili nell’ombra e quella di un’attività che dovrebbe addirittura essere vietata. La realtà, come spesso accade, è più interessante delle caricature.

Da qui è nata l’idea del podcast.

Anche se sarebbe più corretto dire che da qui è nata l’idea di Paola Perrotti e Matteo Montanaro. Per mesi hanno sostenuto che le vicende che avevo studiato, raccontato e in parte vissuto professionalmente, potessero trasformarsi in una serie podcast. Alla fine mi hanno convinto, o meglio, mi hanno costretto ad entrare il sala di registrazione. 

Se oggi questa avventura editoriale vede la luce, gran parte del merito è loro.

Dopo oltre trent’anni trascorsi nel settore delle relazioni istituzionali e del public affairs, mi è sempre più chiaro che il lobbying viene spesso giudicato prima ancora di essere compreso. 

Gran parte del dibattito continua, infatti, a concentrarsi su ciò che si immagina accada dietro le quinte, più che sul lavoro concreto di analisi, rappresentanza, confronto e costruzione del consenso che questa professione richiede. Ogni giorno. Eppure, il rapporto tra interessi organizzati e decisioni pubbliche attraversa tutta la storia delle democrazie moderne, e non è mai statico

Cambia perché cambiano gli interessi: nascono nuove domande sociali, si trasformano i settori economici, emergono sensibilità collettive prima marginali, mutano i luoghi in cui si forma l’opinione pubblica. 

Comprendere questa evoluzione significa leggere non solo il modo in cui vengono prese le decisioni, ma anche il modo in cui una società, nel tempo, ridefinisce le proprie priorità.

Lo Sporco Lobbista prova a raccontare proprio questo.

Non è un podcast sulla cronaca politica e nemmeno un manuale professionale. È un viaggio dentro oltre mezzo secolo di storia italiana, osservato da una prospettiva insolita: quella degli interessi che cercano rappresentanza, ascolto e spazio nel processo decisionale.

I sette episodi raccontano come sia cambiato il rapporto tra politica, economia e società. Dall’Italia dei grandi partiti della Prima Repubblica, alla crisi di Tangentopoli. Dall’ingresso sulla scena politica di Silvio Berlusconi, alla stagione della disintermediazione e dei movimenti anti-establishment. Dalle grandi organizzazioni economiche, ai movimenti per i diritti civili. Perché la rappresentanza degli interessi non riguarda soltanto le imprese: riguarda chiunque cerchi di portare un tema, una domanda o un bisogno all’attenzione delle istituzioni.

Il primo episodio prende le mosse da una vicenda oggi quasi dimenticata: quella del Gruppo Ferruzzi. Attraverso le figure di Serafino Ferruzzi e Raul Gardini emerge una delle più sofisticate esperienze di rappresentanza degli interessi sviluppate nel dopoguerra italiano, studiata per anni anche fuori dai nostri confini. L’ultima puntata arriva invece ai giorni nostri e racconta come sia cambiato il mestiere. Negli anni Ottanta bastavano spesso una relazione personale e l’accesso ai luoghi della decisione. Oggi il lavoro del public policy manager richiede competenze diverse: analisi, startegie, comunicazione pubblica, mobilitazione degli stakeholder, capacità di produrre contenuti e conoscenza. Sono cambiate le tecniche, ma non la sostanza del problema: trovare un punto di incontro tra interessi diversi in una società sempre più complessa.

Abbiamo deciso di realizzare questo podcast perché crediamo che una professione che non si racconta, finisca inevitabilmente per essere raccontata da altri. E perché la storia del lobbying, al di là delle etichette e dei pregiudizi, è anche la storia della democrazia italiana: di chi riesce a farsi ascoltare, di come si costruisce il consenso e di come le decisioni pubbliche prendono forma.

Buon ascolto.

Fabio Bistoncini,
Presidente e Fondatore

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