Digital Spotlight: la selezione dei 5 contenuti più rilevanti | Il No alle preferenze

5 Minuti di lettura

Parlamento di cemento

“Non hanno un amico” - di Luca Bizzarri

43° in classifica Top Episodi Spotify

1° per ascolti sul tema “Preferenze bocciate”

Podcast giornaliero satirico

“Non si salva nessuno. Meloni che propone una legge reintroducendo le preferenze per finta, perché valgono solo dal numero due della lista in giù – e grazie al c***o direbbero in Francia, al numero uno decide sempre lei chi ci sta. L’opposizione che si organizza per affondare una legge che non le piace solo perché l’hanno proposta gli altri.”

Non hanno un amico è il podcast quotidiano di satira politica e costume di Luca Bizzarri, uno dei più ascoltati d’Italia, regolarmente nella Top 10 di Spotify, con puntate brevi incentrate su un tema specifico. Nella puntata del 15 luglio, Bizzarri si sofferma sul voto negativo sull’emendamento sulle preferenze con uno sguardo critico e sarcastico sull’intero arco parlamentare: nel mirino l’efficacia del sistema di preferenze proposto dalla maggioranza, le defezioni nel centrodestra, ma anche l’esultanza dell’opposizione alla bocciatura dell’emendamento. Nel racconto della giornata di crisi alla Camera, è quindi la satira – più della cronaca – a farla da padrona.

Giorgia Meloni

Presidente del Consiglio dei Ministri

Commento politico

Ci abbiamo provato. Ha vinto di nuovo la palude. Abbiamo provato a reintrodurre le preferenze nella legge elettorale dopo più di 30 anni di liste bloccate. Abbiamo chiesto che si votasse con voto palese e che ognuno mettesse la faccia sul suo voto, ma le opposizioni hanno voluto il voto segreto. Il risultato dice che la sinistra e le opposizioni hanno votato compattamente contro. Ma anche nella maggioranza sono mancati diversi voti, e su questo serve una riflessione. L’emendamento è stato respinto per un solo voto. Un’occasione persa per gli italiani, ma era giusto provarci.”

Poco dopo il voto negativo sull’emendamento sulle preferenze nella nuova legge elettorale, Giorgia Meloni ha commentato l’esito sul proprio profilo Facebook. È una valutazione in cui la presidente pone l’accento sul voto contrario dell’opposizione, ma in cui riconosce la criticità del tema dei voti mancanti all’interno della maggioranza. Il frame scelto da Meloni pone quindi sé stessa e Fratelli d’Italia come baluardo delle preferenze, in contrasto con la sinistra ma anche, tra le righe, con gli altri partiti della maggioranza. L’engagement totale ha superato quota 134mila, a conferma della leadership digitale che Giorgia Meloni mantiene nel panorama delle performance social della comunicazione politica italiana.

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Il Giornale

Quotidiano

Editoriale del direttore

“Almeno la sinistra lo ha detto che votava contro perché è contro questo governo, ma un pezzo della destra ha tradito quello che aveva promesso agli italiani – e l’ha tradito per fare gli affari propri, per cercare di combinare anche la prossima volta, quindi ha tradito i suoi elettori e ha tradito il suo governo.”

L’interpretazione di Tommaso Cerno, direttore del quotidiano storicamente di centrodestra Il Giornale, è diversa da quella proposta dalla presidente del Consiglio Meloni. Nel video editoriale pubblicato su Facebook, Cerno si focalizza sulle colpe della coalizione di maggioranza: se dall’opposizione era atteso un voto negativo per tattica politica, la mancata approvazione da parte dei partiti di governo è definita come un “tradimento”. Il video è tra i contenuti social con maggiore engagement sul tema, soprattutto in termini di condivisioni: su Facebook hanno superato le 10mila.

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The Journalai

Pagina videonews satirica

Reel di cronaca politica

La votazione di questa modifica si è svolta in modalità voto segreto. La maggioranza è andata sotto di un voto perché alcuni all’interno della maggioranza hanno votato contro (i cosiddetti franchi tiratori) perché non in linea con l’introduzione delle preferenze

La pagina The Journalai si distingue da qualche anno come una delle voci più irriverenti della politica italiana: specializzata in video con ampio uso di editing e musiche di sottofondo, la sua cifra stilistica è il racconto in chiave di “dietro le quinte” della cronaca politica. Ne è un perfetto esempio il reel pubblicato su Instagram sul voto sulle preferenze: la giornata di colpi di scena, esultanze e recriminazioni tra maggioranza e opposizione andata in scena alla Camera (con l’aggiunta del drappello vannacciano, già protagonista) è catturata abilmente nell’editing caotico di The Journalai.

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Giuseppe Conte

Leader del Movimento 5 Stelle

Commento Politico

Secondo voi una Premier che ha bloccato il Parlamento sulla legge elettorale anziché su stipendi e sanità e che è stata appena sfiduciata dalla sua stessa maggioranza, dove dovrebbe essere oggi? 1. Al Quirinale per dimettersi. 2. ⁠A un vertice di maggioranza per uscire dalla palude in cui sono precipitati e hanno precipitato l’Italia. 3. ⁠ Alla cerimonia di premiazione dei Maestri della cucina. Vi metto la risposta esatta nei commenti”

All’indomani del voto negativo, Giuseppe Conte ha pubblicato un post particolarmente pungente su Facebook, ironizzando sulla presenza della presidente Meloni a un premio culinario in un giorno teoricamente critico per la maggioranza di governo. Numerosi esponenti del Movimento 5 Stelle hanno prodotto contenuti molto critici a riguardo, mettendo l’accento su questo passo falso del governo: in primis il leader, che con il suo post ha provocato una notevole discussione da oltre 15mila commenti.

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